Il film affronta il concetto di
destino con raffinata sensibilità. Fin dall’antichità, le orbite dei pianeti venivano chiamate
destini, poiché il percorso dei pianeti e gli altri corpi celesti, ripetendosi in modo ciclico, determinava il futuro, tanto di loro stessi, quanto del mondo e degli uomini. Per questo, i sacerdoti di molte società antiche tentavano di interpretare il movimento degli astri. Questo concetto si ritrova con particolare rilevanza nella mitologia mesopotamica:
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Ogni divinità era associata ad un astro del cielo: Mercurio → Nabu, Venere → Ishtar, Marte → Nergal, Giove → Marduk, Saturno → Ninurta, Sole → Shamash, Luna → Sin.
In Sunshine, il viaggio della Icarus II è una traiettoria verso il destino, poiché ogni personaggio muore secondo un ideale identificativo che coincide a volte con il suo ruolo nella squadra dell’equipaggio, a volte con i significati che nutrono la sua anima – come se il destino di ciascuno fosse scritto nel proprio ruolo e nella propria inclinazione interiore. Ecco una lettura simbolica di ciascuna morte:
🔥 Il Capitano Kaneda – la dolcezza del Sublime
Kaneda è un leader capace e affidabile e, sebbene abbia un senso di responsabilità straordinariamente solido, cede al richiamo irrefrenabile di guardare la superficie del Sole, senza filtri né vetri di sicurezza. Nelle scene precedenti, lo vediamo fare sessioni di “bagni di Sole” nell’Osservatorio, seguendo le impressioni di Searle sul significato di sentirsi avvolto dalla luce. Il tema del sublime verrà approfondito nella sezione successiva, tuttavia è necessario ricordare come l’esperienza del Sublime significa rinunciare alla razionalità per abbracciare la pura emozione del trascendente. Kaneda si concede un momento di assoluta irresponsabilità, nonostante avesse potuto salvarsi – o tentare almeno di farlo – per osservare la superficie del Sole. Il capitano integerrimo su cui, più di tutti grava il compito della missione, sceglie di lasciarsi morire abbandonando la nave per primo.
→ Il capitano dovrebbe morire per ultimo, mentre ora è il primo ad attraversare la soglia, come fosse un leader nel passaggio al mondo dell’Oltre.
📣 Quote: “Capa, rientra. Qui finisco io”
🍂 Il Navigatore Trey – l’implosione della colpa
Trey è il matematico, il navigatore. Unico responsabile dell’errore di rotta, si isola, si spegne mentalmente. Così come l’errore che porta la sua firma viene compiuto in solitudine, la sua fine è anch’essa compiuta restando solo con sé stesso. Curiosamente, entrambe (errore e suicidio) avvengono off screen.
→ Muore per il peso del calcolo sbagliato: l’uomo del percorso non riesce più a orientare nemmeno sé stesso.
📣 Quote: “Ho sbagliato… va bene!?”
📡 Il Tecnico radio Harvey – la solitudine della comunicazione
Al momento della crisi, tenta di salvarsi abdicando al suo ruolo di martire e protettore della missione. Fugge nel momento più critico, ma per l’umana debolezza. Forse è degno di biasimo, ma di sicuro la sua paura è comprensibile. Rischia di essere il personaggio meno emblematico di tutti, forse perché incarna una debolezza tra le più comuni: il desiderio di vivere. Così come i suoi macchinari per le comunicazioni trasmettono il segnale nello spazio siderale, lui finisce disperso nel gelo cosmico, incapace di comunicare, di chiedere aiuto, di mantenere il contatto, schiantandosi contro una delle sue torri mobili.
→ L’uomo delle comunicazioni muore senza più connessione, annegando nel silenzio perfetto.
📣 Quote: “Io non sono a bassa priorità!”
⚙️ Il Meccanico Mace – la macchina spietata
Mace ricopre la figura di colui che non guarda in faccia ai sentimenti degli altri. È un freddo calcolatore, finendo perciò congelato tra i suoi circuiti, nel disperato tentativo di riattivare il sistema elettrico dentro il liquido refrigerante. Poiché la sua freddezza machiavellica è uno spaccato di una personalità più complessa, di un guerriero impetuoso e determinato, muore lottando fino all’ultimo, riuscendo ad aiutare i suoi compagni e in particolare Capa, con cui aveva avuto più di uno scontro. Particolarmente d’impatto quando si offre di uccidere Trey, già sedato e sconvolto dal suo enorme errore. Se anche solo un membro dell’equipaggio fosse morto, avrebbero avuto l’ossigeno necessario a compiere la missione. Trey era innocente, ma in preda a impulsi suicidi. Mace non esita un solo istante a prendere il mano la situazione, scoprendo infine che questi si era già tolto la vita in un momento di lucidità.
→ Tratta gli altri come oggetti utili alla missione, ma non è un ipocrita: non esita a sacrificare sé stesso quando arriva il suo turno.
📣 Quote: “Non voglio che tu dica niente. Voglio solo che tu sappia che questo – tocca il palmo delle mani di Kapa con le sue, sporche del sangue di Trey – ce l’hai sulla coscienza!”
🧠 Lo psicologo Searle – la ricerca di significato
Lo psicologo Searle è ossessionato dal Sole: ne osserva l’intensità crescente fino a lasciarsi completamente irradiare, annientato dalla luce. Nel momento del sacrificio, accetta il suo destino come se già avesse fatto i conti con i suoi demoni. Nel momento di maggior pathos, apre tutti gli scudi di protezione dell’Osservatorio, lasciandosi avvolgere completamente e fatalmente da quella luminosità di significato che lo aveva già rapito.
→ Lo psicologo si perde nell’oggetto del proprio studio fino alla dissoluzione.
📣 Quote: “L’oscurità è assenza di qualcosa, è un vuoto. La luce al contrario, ti avvolge. Diventa parte di te.”
🧭 Il Pilota Cassie – la vita che resta
Cassie, pilota della nave e addetta alla vita di bordo, è l’unica a sopravvivere abbastanza a lungo da accompagnare Kapa sulla superficie del Sole. Si dimostra umana fino all’ultimo, scegliendo di non uccidere Trey, anche se questo vorrebbe dire sacrificare l’intera missione e far morire ogni essere umano rimasto sul pianeta Terra. È la parte più umana dell’umanità, incarna la bellezza e la grazia – perché conserva l’umana (o divina?) irrazionalità. Non muore sullo schermo, ma scompare nel bagliore finale.
→ È la figura più vicina alla Terra, alla sopravvivenza, alla speranza.
📣 Quote: con Capa: “Io non ho paura” – Cassie: “Io si”
🌱 La Botanica Corazon – la natura vive dove non dovrebbe
Il personaggio di Corazon, la curatrice della serra, è colei da cui dipende la riserva di ossigeno e di cibo. Rappresenta il ciclo della natura che deve essere incubato, come in una moderna Arca, per far rinascere la vita. È il simbolo del pianeta Terra, che accompagna l’Uomo in ogni suo viaggio. Si spegne tenendo fra le mani un germoglio, in un’incantevole scena di speranza e dolcezza. È l’unico personaggio ucciso direttamente da Pinbacker nella Icarus II e possiamo leggerla come una manifestazione della legge naturale della lotta per la vita. Il personaggio di Corazon, inoltre, si presta perfettamente a dipingere l’alienazione: è così attaccata al suo giardino – il suo scopo, da chiedere di entrarvi anche quando viene sigillato per contenere l’incendio che avrebbe potuto distruggere l’intera navicella e far fallire la missione.
→ Stringendo tra le mani il simbolo di rinascita, simbolizza l’eternità della vita che accompagna l’Uomo nel suo viaggio
📣 Quote: – colpendo i vetri del giardino botanico in fiamme – “No! Fammi entrare!”
👹 Il Titano Redentore Pinbacker – il sacerdote del delirio
Il personaggio di Pinbacker è certamente il più ispirato dagli sceneggiatori, stratificato e significativo. Dopo aver perso sé stesso in un delirio mistico, uccide il resto del suo equipaggio e trascorre gli ultimi anni sfigurando il suo corpo, dopo aver sfigurato la sua anima. Crede di aver condannato l’umanità al suo destino e di essere “l’ultimo uomo, da solo con Dio” con cui crede di parlare in un piano orizzontale di dignità e potere, a tu per tu. Muore cercando di impedire la vita, ritenendosi uguale al Creatore: diventa una figura titanica e satanica al tempo stesso, peccando di Hybris.
→ È l’uomo che perde la sua umanità nel tentativo di elevarsi a divinità: l’uomo è più divino di quanto lui stesso ritenga.
📣 Quote: “Chi sono? Alla fine dei tempi, ci sarà un momento in cui rimarrà solo un uomo. Poi quel momento passerà e l’uomo non sarà più. Non resterà niente a riprova che un tempo siamo stati qui, se non polvere di stelle. L’ultimo uomo, solo con Dio. Sono io quell’uomo?”
☀️ Il Fisico Capa – la superficie del Sole
È il fisico del gruppo e il responsabile dell’ordigno che viene trasportato. Rappresenta l’umanità nella sua globalità, nei suoi sogni, nelle sue paure e nella lotta per vivere – e per raggiungere le stelle. È un personaggio magistralmente interpretato da un Cilian Murphy ispirato, che commette errori ma non si arrende, accetta le sue responsabilità e lotta per la vita, si scontra con Mace e si confronta con tutti gli altri, si confida con Cassie e assurge ad antitesi di Pinbacker: l’uomo e l’antiuomo.
→ È l’unico a toccare la superficie del Sole: come l’umanità che compie l’impossibile
📣 Quote: “Stiamo volando dentro il Sole!”