La componente neurobiologica non è secondaria quando si parla di sistemi paranoidi e di ossessioni ricorrenti. In altre parole, essere seguiti da un medico psichiatra che, insieme al lavoro di uno psicologo, segue il paziente dal punto di vista farmacologico è una condizione quasi imprescindibile per la migliore riuscita di una terapia.
Si tratta di condizioni psicopatologiche che rientrano in un quadro clinico al confine tra la presenza e l’assenza del dato di realtà. Generalmente, vale il principio secondo cui più l’evento è improvviso e acuto, più la risoluzione è facile e definitiva; per contro, più esso ha avuto modo di evolvere insieme alla persona, accompagnandola nelle fasi di vita, più resta difficile l’intervento efficace. Una metafora utile è questa: se il lavoro di uno psichiatra o di un neurologo riguarda le radici e il fusto di un albero, il lavoro di noi psicologi pertiene ai rami e alle fronde dell’albero stesso. Per questo, se vi sono ossessioni, paranoie, quadri simil-psicotici o francamente deliranti, agire soltanto sulle fronde dell’albero serve a poco. Tuttavia, è fondamentale integrare un lavoro psicologico per trovare la migliore qualità di vita possibile.
Accompagno le persone nel loro percorso di benessere, offrendo strumenti e strategie per comprendere e superare le difficoltà.
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