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Homo rerum – dal latino res, rerum: “cosa” – è un’espressione che ribalta radicalmente l’idea umanistica dell’homo faber o dell’homo sapiens.
L’uomo non è più il soggetto che produce le cose: esso è diventato una cosa.
Se nei due secoli precedenti, la macchina e la produzione industriale avevano trasformato, a livello sociale, l’individuo in ingranaggio, in “mattone nel muro”, ma i prossimi decenni vedranno un’azione oggettificante sull’uomo, così profondamente invasiva, che sarà esso stesso trasformato in oggetto: una funzione di flussi di dati, un nodo operativo, un bit.
In psicologia clinica si parla di perversione o di azione perversa quando l’atto è deumanizzante, intrinsecamente riduttivo del soggetto a oggetto.
Ne è un esempio la manipolazione narcisistica: Narciso ha bisogno del suo specchio, di usare l’altro come fonte di gratificazione, come sorgente di quelle emozioni che per lui non sono sperimentabili soggettivamente; allora provoca, manipola, fa uscire di testa il partner. In questo modo, vive di riflesso (o per conto terzi) le emozioni che altrimenti non sa come provare.
Ora, il controllo invasivo delle nostre abitudini di spesa, degli orientamenti politici, degli stili di vita, gli atteggiamenti, le reazioni apprese quasi automaticamente sono il risultato della digitalizzazione selvaggia che sta già avvenendo, moto più vicino di quanto non si pensi.
Case e auto intelligenti: la comodità e il progresso vanno di pari passo, tenendosi affettuosamente per mano. Tuttavia, l’Uomo è in grado di non usare le tecnologie per manipolarsi, per sfruttarsi?
Lo descrive con puntuale lucidità Harari nel suo Homo Deus. Lo anticipò l’immenso Huxley ne Il Mondo Nuovo. Lo vide profeticamente Sartori con Homo Videns. Declinazioni del loro tempo di un fenomeno che va delineandosi con raccapricciante fedeltà alle più oscure e distopiche delle confabulazioni della fantasia: la deumanizzazione.
È questa, a mio avviso, la Singolarità Tecnologica di cui parlano i futuristi. Non un vago riferimento all’evoluzione incontrollata del Cibernetico o Intelligenza Artificiale, ma lo specifico momento in cui l’Uomo non riuscirà a svincolarsi, se non con estrema fatica storico-sociale, dalle catene che egli stesso si è imposto, sfruttando le meraviglie della digitalizzazione.
Sarà la Cina a dettare e regole delle sfida tra l’Umano e le sue catene, ma il resto del mondo seguirà, osservando il “gigante asiatico” oltrepassare la soglia tra l’umano e la cosa umana.
Come sappiamo, ogni movimento sullo smartphone produce dati:
tap
tempo di permanenza sullo schermo
velocità di scroll
pause su immagini che ci colpiscono
posizione GPS in tempo reale
Questi dati vengono elaborati da modelli predittivi che anticipano cosa si desidera comprare, vedere, cosa emoziona o infastidisce, cosa si è più disposto a imitare.
Dove succede già?
Google (Android)
Meta (Facebook, Instagram)
TikTok (forse il più avanzato in pattern di dipendenza)
Amazon, Temu, Aliexpress (profilazione desideri istantanei)
Non si limitano a sapere cosa guardi: cercano di capire come ti senti.
Quali tecnologie attuali ci sono?
analisi del micro-movimento facciale (FACS)
tonalità e ritmo della voce (sentiment audio)
dilatazione della pupilla (eye tracking)
accelerazione respiratoria (via microfoni e sensori prossimità)
E chi li usa?
TikTok (ottimizzazione del feed in base alle micro-reazioni). Ebbene si: anche TikTok
Zoom (ha integrato “AI di sentiment analysis” per gli speaker)
Amazon Go (comportamento nel negozio)
McDonald’s AI Drive-Thru (voce e tono per proporre cibi che “consolano”)
In Cina:
Il punteggio Zhima Credit (Ant/Alibaba) valuta:
puntualità nei pagamenti
contatti frequentati
opinioni che si esprimono online
Impatti reali:
limitazione viaggi
accesso a scuole migliori
velocità nell’ottenere un mutuo
Non è futuro: è già operativo in molte città.
In Occidente:
La stessa logica esiste, ma frammentata:
Rating Uber influenza accesso ai driver
Rating Airbnb decide se puoi viaggiare
LinkedIn classifica la tua occupabilità
Banche usano analisi del comportamento digitale per valutare il rischio
È un credito sociale privatizzato, non statale.
Oggi molte aziende monitorano:
velocità di digitazione
tempo di inattività
micro-pause
finestre attive/inattive
mail aperte/chiuse
Strumenti reali:
Microsoft Productivity Score
Hubstaff
Workday (predizione burnout / licenziabilità)
Il corpo non è più controllato: è controllabile la volontà e il ritmo mentale.
Non parliamo di fantascienza, ma di prodotti commerciali:
Neuralink (interfaccia cervello-computer → già impiantata su umani)
Muse Headband (monitoraggio onde cerebrali durante meditazione)
Kernel Flow (neuro-imaging portatile, attività corticale in tempo reale)
VR Metaverso educativo e lavorativo (Meta + Microsoft)
Obiettivo dichiarato: misurare e modulare l’attenzione.
Il futuro che si prospetta sarà molto, molto strano per chi vive nella nostra epoca: le sfide saranno materiale da fantascienza.
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