Un fraintendimento piuttosto comune riguardo allo sviluppo delle dipendenze riguarda la loro causa. Troppa responsabilità viene attribuita al principio chimico della sostanza. Certamente, gli effetti farmacologici esistono e sono ben documentati, ma la prospettiva evolutiva del trattamento dei disturbi da abuso di sostanze è solita considerare che si tratta di un maldestro adattamento all’ambiente. Vale sia per le sostanze legali come l’alcool o la nicotina, sia per gli stupefacenti, oppure per i comportamenti come il gaming (videogiochi) e l’azzardo.
Avere una dipendenza da sostanza o una dipendenza comportamentale è un adattamento della persona a un disagio, in genere cronico, cioè vissuto per molto tempo, magari nella fase della crescita adolescenziale, in cui lo stesso adattamento all’ambiente struttura il nostro ventaglio di risposte alle sfide della vita. La ricerca sembra aver chiarito che si tratta di una predisposizione del temperamento del bambino, che favorisce comportamenti sregolati, e che si trova a vivere in un ambiente che scatena il bisogno di quella specifica sostanza o comportamento, spesso più di una. Per questo, è fondamentale considerare una ri-calibrazione dell’adattamento all’ambiente, come nuove prospettive personali o professionali, diverse strategie di coping, avere qualcuno a cui confidare ciò che non si è mai detto, per paura o vergogna, o perché nessuno lo ha mai veramente ascoltato. Intervenire sulla dipendenza significa creare un’altro strato di ramificazioni del rapporto che la persona ha con il mondo, la vita e gli altri.
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